Note · Studi legali

La stessa frase non vale ai due lati del confine.

Onorari legati al risultato, informazione preventiva e condanna alle spese: che cosa cambia tra Svizzera e Spagna, e come spiegarlo sul sito di uno studio che lavora nei due paesi.

Daniel Esteban Feo6 min di lettura

«Se non vinciamo, non paga.» In Spagna, avvocato e cliente possono pattuire che l’avvocato sia pagato solo in caso di vittoria. In Svizzera, in una causa, la legge sugli avvocati lo vieta. Uno studio che lavora nei due paesi e traduce il sito parola per parola può finire per promettere in italiano ciò che poteva offrire solo in spagnolo.

Gli onorari sono la parte del sito di uno studio legale più letta e peggio scritta. Quasi sempre si risolvono con una frase vaga, come «onorari trasparenti e su misura per ogni caso», che non dice nulla in nessun paese. Quando lo studio lavora ai due lati del confine, la vaghezza diventa anche un rischio.

Svizzera: onorari, non una parte del risultato.

L’articolo 12 LLCA contiene due lettere che contano qui. La lettera e vieta di concludere con il cliente, prima della fine di una causa, un accordo che gli imponga di cedere una parte del risultato al posto dell’onorario, e di impegnarsi a rinunciare all’onorario se la procedura si conclude in modo sfavorevole. La lettera i obbliga a informare il cliente, all’accettazione del mandato, sui criteri di fatturazione, e a comunicargli periodicamente o su richiesta l’importo degli onorari dovuti.

Sul sito, la lettera i si traduce in qualcosa di semplice: dire prima del primo incontro se lo studio fattura a ore, a forfait o per fasi, e ogni quanto informerà il cliente sull’importo maturato. Chi sa che riceverà ogni mese un estratto degli onorari non ha bisogno di chiederlo e non ha sorprese.

Quali accordi complementari siano possibili, ogni studio lo sa meglio di chiunque. Il sito deve solo evitare di promettere ciò che la lettera e vieta, e spiegare fin dall’inizio ciò che chiede la lettera i.

Le spese seguono un’altra logica. Il Codice di procedura civile svizzero, all’articolo 106, pone le spese a carico della parte soccombente. Comprendono le ripetibili per le spese legali della parte vincente, ma sono fissate secondo tariffa e possono non coprire tutto ciò che il cliente ha pagato al proprio studio.

Spagna: libertà di accordo, con informazione preventiva.

In Spagna la storia va nel senso opposto. Una sentenza della Corte suprema del 4 novembre 2008 ha privato di efficacia il divieto del patto di quota lite imposto dalle norme dell’ordine, cioè dell’accordo che lega l’onorario al risultato. Da allora avvocato e cliente possono pattuirlo liberamente, nel rispetto delle regole deontologiche e della concorrenza.

Libertà non significa silenzio. L’articolo 14 del Codice deontologico obbliga a indicare in anticipo l’importo approssimativo degli onorari o i criteri per calcolarlo, e le conseguenze di un’eventuale condanna alle spese. La legge organica 5/2024 sul diritto di difesa trasforma questa informazione in un diritto del cliente: sapere come si fissano gli onorari e che cosa comporta una condanna alle spese, e chiedere un preventivo scritto.

In Spagna le spese sono pagate di regola da chi vede respinte tutte le proprie domande, salvo che il tribunale rilevi seri dubbi di fatto o di diritto, secondo l’articolo 394.1 della legge di procedura civile. E l’articolo 394.3 limita la parte che spetta agli avvocati a un terzo del valore della causa per ciascuna parte vittoriosa, salvo temerarietà.

Per chi vive in Svizzera e ha una causa in Spagna, o viceversa, queste differenze sorprendono. È proprio il tipo di spiegazione che un sito può dare con calma e che un primo colloquio frettoloso spesso lascia a metà.

Che cosa fa il sito di Orvalle.

Orvalle, lo studio legale immaginario che ho progettato per questo settore, ha uffici a Lugano e a Madrid. Il suo sito non può avere un’unica pagina degli onorari con una frase per tutti. Ha una pagina a due colonne.

  • Una tabella, due paesi. Formule di onorario, accordi legati al risultato, informazioni obbligatorie e spese, una accanto all’altra, con la norma dietro ogni riga.
  • Uno strumento di stima prudente. Il cliente sceglie paese, tipo di pratica e formula di onorario, e vede un orientamento su ciò che è compreso e ciò che non lo è. Sotto, sempre, la frase «Questo non è un preventivo».
  • Le spese in una frase. Che cosa succede se si perde, in ciascun paese, senza gergo.
  • Una frase per paese, in ogni lingua. Ciò che si dice della Svizzera parte dalla norma svizzera e ciò che si dice della Spagna da quella spagnola, in tutte e sei le lingue del sito.

Prima di pubblicare, controllerei questo.

  • Nessuna promessa di farsi pagare solo in caso di vittoria nelle pagine sulle cause in Svizzera.
  • I criteri di fatturazione spiegati prima di accettare il mandato: a ore, per fasi o a forfait, e quando si comunica l’importo.
  • Le spese descritte come funzionano in ciascun paese, senza far credere che chi vince recuperi tutto.
  • Il preventivo scritto offerto in modo visibile ai clienti in Spagna.
  • Ogni traduzione rivista da qualcuno dello studio che conosca le regole del paese a cui si rivolge.

Una prova semplice: prenda la frase sugli onorari della versione spagnola del Suo sito e la legga come la leggerebbe un cliente in Svizzera. Poi faccia il contrario con la versione svizzera. È ancora vera nell’altro paese? È ancora consentita?

Se una delle due frasi funziona solo da un lato del confine, il cliente non lo saprà leggendola. Lo scoprirà alla fine, quando arriverà il conto, che è il momento peggiore per scoprire qualsiasi cosa.

Quale forma di onorario convenga a ogni pratica lo decide lo studio. Il sito deve solo raccontarlo con la stessa precisione nei due paesi. Nel concept Orvalle può vedere la tabella e lo stimatore in sei lingue, e nella Diagnosi strategica esaminiamo insieme come lo racconta oggi il Suo sito.