Note · Cliniche private

191 franchi contro 855. In mezzo c’è ciò che la Sua clinica ora deve dimostrare.

Un assicuratore complementare ha valutato lui stesso la prestazione alberghiera di una notte in reparto semiprivato a CHF 191 e poi ha concordato CHF 855 con l’ospedale. Per una clinica privata la conseguenza è semplice: ciò che non è descritto non verrà più pagato.

Daniel Esteban Feo6 min di lettura

Durante un controllo in loco, la FINMA si è imbattuta in un numero che vale la pena ricordare. Un assicuratore malattie complementare aveva stimato, con il proprio modello di valutazione, le prestazioni alberghiere di una notte nel reparto semiprivato di un ospedale a CHF 191. Poi si è accordato con l’ospedale per CHF 855. La FINMA ha pubblicato l’esempio nel gennaio 2025, senza nomi, per dimostrare che molti prezzi di mercato restano ben al di sopra dei prezzi di riferimento interni degli assicuratori.

Questo numero si può leggere in due modi. Come uno scandalo, ed è così che è stato letto quasi sempre. Oppure come una domanda rivolta a ogni clinica privata: che cosa riceve esattamente una paziente con copertura semiprivata per quella differenza? Chi non ha una risposta precisa difficilmente se la vedrà pagare nelle prossime trattative.

Che cosa è cambiato.

A fine 2020 la FINMA, che vigila sulle assicurazioni complementari rette dalla LCA, ha formulato le sue attese in materia di trasparenza e tracciabilità. L’Associazione Svizzera d’Assicurazioni (ASA) ne ha ricavato undici principi per definire, valutare e conteggiare le prestazioni supplementari. Gli ospedali devono indicare con precisione che cosa rientra nell’assicurazione di base e che cosa in quella complementare. Il termine è scaduto a fine 2024 e, secondo l’ASA, la rinegoziazione dei contratti è durata fino a fine 2025. Alla misurazione finale di aprile 2026, che copre circa il 96 % del mercato, il 94,1 % dei contratti risultava conforme. Il restante 5,9 % sono vuoti contrattuali: tra questi ospedali e questi assicuratori oggi non esiste un contratto vigente.

La FINMA è rimasta severa. Nel gennaio 2025 ha criticato contratti senza una chiara delimitazione rispetto all’assicurazione di base, onorari medici in parte ancora elevati e prestazioni mediche ancora conteggiate due volte. I requisiti valgono espressamente anche per i medici dipendenti e per i medici accreditati. I prezzi che si discostano molto dai prezzi di riferimento interni devono essere ridotti. E la FINMA non approva nuovi prodotti di assicurazione complementare ospedaliera finché non è garantito che i suoi requisiti siano rispettati in modo duraturo.

Per una clinica questo significa un nuovo onere della prova. Un tempo bastava essere una buona casa. Oggi ogni prestazione supplementare deve essere descritta, valutata e documentata.

Il punto cieco: la paziente non legge mai questo testo.

È qui che la cosa mi interessa. Le cliniche descrivono le loro prestazioni supplementari in modo più dettagliato che mai, ma per l’assicuratore, in contratti e modelli tariffari. La paziente che paga ogni anno la sua complementare non ne vede quasi nulla. Su molti siti di cliniche la voce «semiprivato» si riduce alla foto di una camera e alla parola comfort.

È un problema, perché è l’assicurata a decidere se tenere questa assicurazione e dove farsi curare. Se non sa che cosa riceve per il suo premio, ne scopre il valore nel letto d’ospedale, oppure mai. E se non lo conosce, confronta le cliniche per posizione e reputazione, non per ciò che offrono davvero in più.

La mia posizione è chiara: la prestazione supplementare scritta nel contratto deve comparire anche sul sito, nella lingua della paziente. Libera scelta del medico, camera, orari di visita, pasti, scelta dell’appuntamento, una persona di riferimento fissa: descritti in concreto, non come aggettivi. Non è pubblicità. È la stessa trasparenza che chiede l’assicuratore, rivolta però alla persona che alla fine paga.

Ciò che nel contratto figura come prestazione supplementare deve figurare anche sul sito.

Quando il contratto non c’è.

La FINMA cita espressamente una possibilità che le cliniche temono: un vuoto contrattuale provvisorio, o nel singolo caso addirittura permanente, tra assicuratore e ospedale, nell’interesse degli assicurati. Allo stesso tempo precisa che la copertura resta attiva a prescindere da un simile contratto. Gli assicurati hanno diritto alle prestazioni previste dalle condizioni generali (CGA) della loro assicurazione complementare. Secondo l’ASA, oggi questa situazione riguarda il 5,9 % dei contratti, e le trattative sono in corso.

In Romandia lo si è visto. Dopo la fine del periodo transitorio della FINMA, il 1° gennaio 2025, Helsana non ha raggiunto un accordo con tutti i fornitori di prestazioni, in particolare a Ginevra e nel Canton Vaud, e ha ricordato che senza contratto l’assicurazione complementare ospedaliera non assume i costi, o li assume solo in parte. Solo con l’accordo di giugno 2025 sono cadute lì le restrizioni nel reparto semiprivato e privato. In quelle settimane il telefono squilla. Le pazienti con un intervento programmato vogliono sapere se sono coperte, e la risposta dipende dalla loro polizza, non dalla clinica. Una pagina aggiornata su assicurazione e costi, e un processo che segue le garanzie di pagamento e informa i pazienti per tempo, non sono più una questione di design. Decidono se la paziente resta.

Che cosa verificherei.

  • Le pagine semiprivato e privato. Dicono che cosa riceve concretamente in più la paziente, o solo aggettivi?
  • La corrispondenza con i contratti. Il sito promette qualcosa che non è concordato come prestazione supplementare? Manca qualcosa che lo è?
  • Le pagine dei medici. Le prestazioni mediche supplementari sono al centro dell’attenzione. Si vede chi cura e come funziona la libera scelta del medico?
  • La pagina assicurazione e costi. Aggiornata, datata e con una risposta chiara su che cosa succede se manca la garanzia di pagamento.
  • Il percorso della garanzia di pagamento. Chi la richiede, chi la segue, quando lo viene a sapere la paziente? Qui una buona automazione fa risparmiare giorni e telefonate.

191 contro 855 non è un giudizio sulla medicina privata. È un invito a nominare il proprio valore con tanta precisione da permettere a un assicuratore di valutarlo e a una paziente di capirlo. Le cliniche che lo faranno per prime sul proprio sito avranno l’argomento migliore in entrambe le conversazioni.

Faccia una prova con una sola camera. Scriva in un elenco che cosa riceve in più una paziente in semiprivato rispetto al reparto comune, con nomi concreti, non con aggettivi. Poi metta accanto ciò che dice il Suo sito di quella camera.

Se i due elenchi non si somigliano, La aspetta una domanda scomoda: se un assicuratore dovesse dare un prezzo a quella camera leggendo solo il Suo sito, che cifra metterebbe? Più vicina a 191 o a 855?

Se vuole che esamini il Suo sito e il percorso dei Suoi pazienti da questa prospettiva, cominci dalla Diagnosi strategica.